giovedì 3 giugno 2010

Le vere cause della crisi

Molti attribuiscono le cause della crisi alla finanza, ai suoi giochi volti a moltiplicare il denaro, a produrre denaro a partire da altro denaro. In realtà la finanza è stata soltanto l'estremo tentativo di mantenere in vita un sistema che stava già mostrando di essere alle corde, un po' come della droga data ad un drogato per calmare la sua crisi d'astinenza. Certamente, la droga ha portato degli effetti collaterali, ma ciò non autorizza ad individuare nella stessa la vera causa del malessere del paziente.
Infatti, la vera causa della crisi economica che stiamo vivendo, si trova nel fatto che l'Occidente vive ormai da decenni al di sopra dei propri mezzi. Per questo, si tratta di una crisi strutturale e non temporanea.
L'Occidente è destinato a diventare più povero. O meglio, a tornare al livello produttivo che gli spetta. Quello che è accaduto è semplice: dagli anni '60 l'Occidente ha cominciato a indebitarsi, accumulando (ciascun paese in maniera diversa) debito pubblico, debito privato e debito estero. Questo sistema è bene o male andato avanti finché l'indebitamento totale è rimasto tutto sommato gestibile. Ma dagli anni '90 questo indebitamento ha raggiunto livelli insostenibili, tanto più che nel frattempo è avvenuta l'espansione cinese, che ha fatto sì che i Paesi occidentali hanno progressivamente perso il monopolio della conoscenza tecnologica e della potenza economica. E' stato così che, per mantenere il livello di vita ormai raggiunto (ma eccessivo), si è dato progressivamente più spazio alla finanza, smantellando una dopo l'altra le regole che erano state poste dopo la crisi del '29 per prevenire nuovi crolli dell'economia. Gli artifici della finanza hanno soltanto rimandato di qualche anno la crisi, che prima o poi ci sarebbe comunque stata, illudendoci di poter andare avanti indefinitamente nel consumo a debito.
Se le cose stanno così, per i prossimi anni si può fare una facile previsione: noi cittadini dei paesi occidentali diventeremo progressivamente più poveri, o meglio ci renderemo conto che fino ad ora abbiamo vissuto a debito, e per far rientrare i debiti, dovremo ridurre il nostro tenore di vita. Altrimenti, se non faremo ciò, e penseremo di poter vivere al di sopra delle nostre possibilità grazie ai debiti e agli artifici finanziari, prima o poi ci saranno nuovi crolli, e ci ritroveremo (molto) più poveri tutto d'un colpo (come è già accaduto alla Grecia).

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