mercoledì 25 marzo 2009

Buttiglione e il suicidio


Nel corso di una trasmissione di qualche giorno fa su La7, Rocco Buttiglione, esponente dell'Ucd, ha paragonato il caso in cui un malato intendesse rifiutare di proseguire le cure e dunque fosse disposto a morire, al caso del suicidio, in cui, dice Buttiglione, è ritenuto doveroso impedire all'aspirante suicida di compiere il gesto fatale, e dunque si ritiene giusto andare contro la sua volontà. Ma se è così, dice Buttiglione, perché invece qualcuno vuole consentire che attraverso il testamento biologico si conceda all'individuo la possibilità di scegliere se interrompere le cure?

Si tratta chiaramente di un argomento pretestuoso, per alcune ovvie ragioni.

1- Nel caso del suicidio, una persona, non malata e comunque al di fuori di un ospedale e di ogni contatto con i medici o con funzionari pubblici, decide di togliersi la vita, in genere per problemi personali, economici, esistenziali ecc., che ritiene di non essere in grado di sostenere. Il fatto che, normalmente, chi assiste ad un tentativo di suicidio tenti di impedire che il gesto si compia, non significa che non vi sia il diritto di suicidarsi. Si presuppone, anzi ci si augura, che l'aspirante suicida possa in futuro cambiare idea, che possa imparare a vedere le cose da un altro punto di vista, che possa apprezzare di nuovo la vita. Se invece l'aspirante suicida rimarrà fermo nel proposito di togliersi la vita, potrà sempre riprovare.

2- Nel caso del testamento biologico, invece, siamo di fronte ad un malato o traumatizzato ad uno stadio terminale e/o permanente. Quindi il paragone con l'aspirante suicida non regge: il testamento biologico non prevede la possibilità di suicidarsi, ma di sospendere le cure in determinate situazioni (nel caso appunto di una situazione senza ritorno), dopo che sono state tentate le eventuali cure per salvare o ripristinare le condizioni di vita sana e normale. Se una persona per un trauma o un infarto finisce al pronto soccorso, nessuno gli negherà la possibilità di essere curato, anzi il personale medico farà di tutto per salvarla.
Il problema è cosa fare dopo che questa persona sia passata per questi reparti (pronto soccorso, terapia intensiva, rianimazione ecc.), cioè dopo che i medici abbiano stabilito che non c'è niente da fare, e dunque il paziente si trovi in una situazione di stato vegetativo permanente, oppure immobilizzata, o malata terminale e in condizioni di grande sofferenza.

Neanche in questi casi, ci dice Rocco Buttiglione, la persona ha il diritto di decidere se e quando sospendere le cure che la tengono in vita.

Inoltre, Buttiglione ha sostenuto che spesso le persone dicono cose su cui non hanno riflettuto veramente, e dunque non è corretto accettare la loro volontà di sospendere le cure. Dunque per Buttiglione se una persona decide di sospendere le cure, sicuramente non sarà pienamente cosciente della sua decisione. Ma allora chi stabilisce quando una persona è pienamente cosciente? Semplice, un'autorità esterna, cioè lo Stato, che "sicuramente" saprà qual è il bene della persona più di lei stessa. Qui siamo allo stato etico.

E' in base principi come questo, che la maggioranza di centro-destra, con il sostegno dell'Udc, sta preparando la legge sul testamento biologico, in discussione in questi giorni in Parlamento, una legge che, salvo (auspicabili) sorprese, impedirà ai cittadini di scegliere se e quando accettare le cure.

3 commenti:

  1. Adesso grazie ad un emandamento UDC il testamento biologico, oltre a fare solo finta di fare quello che dovrebbe, non è nemmeno più vincolante per i medici... Domanda, ma allora a che serve? Si vede che in parlamento avevano del tempo da perdere...

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  2. >ma allora a che serve?

    Credo che l'intento sia stato proprio quello di impedire la libera scelta. Infatti con il caso Englaro è accaduto che, in mancanza di una legge, ha fatto fede una sentenza della Cassazione. Non a caso i politici di centro-destra hanno detto da subito: non ci dovrà più essere un'altra Eluana. E per fare ciò c'era bisogno di una legge sul testamento biologico, con lo scopo di... impedire il testamento biologico!

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  3. Sono d'accordo, l'intento della legge è quello di impedire che si ripetano casi come quello della Englaro.

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