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giovedì 27 ottobre 2016
Di chi è l'Atac?
"GIÙ LE MANI DALLA NOSTRA ATAC
Vogliono togliere l’Atac ai romani ma noi non lo permetteremo!
L’Atac non si tocca perché è dei cittadini che l’hanno profumatamente pagata con le loro tasse. Per anni.
La strana alleanza Pd-Fi – sì, sono proprio quelli del Patto del Nazareno - ha votato una mozione in Senato per chiedere che l’azienda di trasporto pubblico romano venga commissariata.
Questa mozione della vergogna, che è un insulto a tutti romani, è stata presentata proprio da quei partitucoli che dopo aver spolpato per anni la nostra azienda, dopo averla sovraindebitata, dopo averla abbandonata, senza manutenzioni, senza servizi degni di tale nome, adesso vogliono chiuderla regalandola ai privati.
E lo fanno adesso perché vedono che i romani hanno dato fiducia ad un movimento che da quello scempio sta facendo rinascere un'azienda: 150 nuovi bus in arrivo, riordinare i conti, biglietti elettronici, corsie preferenziali e tanto altro per il rilancio.
I loro giochi sono finiti e allora, per evitare che qualcuno possa scoprire tutto il marcio, vogliono riprendersela ancora una volta.
E, soprattutto, mentre lo fanno scappano dalle loro responsabilità di governanti: avrebbero potuto dare un bel segnale con la riduzione degli stipendi e invece distolgono ancora una volta l'attenzione dalle loro responsabilità.
Ma stavolta non glielo permetteremo: se vogliono la guerra, la guerra avranno.
Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale, Atac è nostra.
Vergognatevi"
Questo post del sindaco Raggi spiega, se mai ve ne fosse bisogno, perché Roma (e probabilmente l'Italia) è destinata al fallimento. Perché i problemi vengono affrontati con ideologie che andavano (forse) bene 60 anni fa, ma certamente non oggi. Oggi si sa (perché i Paesi più avanzati lo hanno dimostrato con prove concrete positive, e l'Italia con prove concrete negative) che il servizio pubblico deve essere efficiente anche se di proprietà dello stato o di un ente locale, perché se è in perdita, i cittadini ci rimettono, dovendolo mantenere con le loro tasse, quindi più che essere "di tutti", diventa di quelli che ci lavorano, che grazie ad esso guadagnano, mentre per la collettività diventa soltanto una zavorra. Per il resto, non è necessario che un servizio pubblico sia per forza gestito dal pubblico, perché quello che conta non è chi possiede cosa, ma la qualità del servizio, quindi un servizio pubblico può essere anche gestito da privati.
Invece il post di Virginia Raggi trasuda ideologia, la vecchia ideologia statalista, da tutti i pori. In pratica secondo la Raggi i cittadini romani dovrebbero considerare l'Atac, l'azienda dei trasporti più inefficiente e costosa d'Europa, come "cosa loro". Invece di essere ben felici di liberarsene, in modo da non dover più pagare le addizionali locali più alte d'Italia, per mantenere un carrozzone che non è in grado di assicurare un servizio di trasporti decenti, ma in cambio ha quasi 12.000 dipendenti, quando ne basterebbero un terzo, secondo la Raggi dovrebbero dolersene. Certo deve essere un gran dolore perdere un'azienda di trasporti che ha il record di dipendenti ma in compenso ha un parco di autobus stravecchi, con mezzi che hanno fatto milioni di chilometri e si rompono in continuazione (a settembre il 32% dei mezzi era guasto).
E naturalmente le due cose sono collegate: gli autobus sono stravecchi perché non ci sono i soldi per comprarne di nuovi, e i soldi non ci sono perché il grosso delle spese dell'Atac se ne va in stipendi, oltre al fatto che quasi nessuno tra i passeggeri paga i biglietti. Quindi non per la "corruzione" o per "mafia capitale", ma perché la vecchia politica, la "casta", che i 5 Stelle dicono di voler superare, faceva regali alla "gente", in modo da tenersela buona e ottenere in cambio i voti.
Ora, sarà anche vero che sono in arrivo 150 autobus nuovi, che comunque sono stati ordinati dalla precedente amministrazione, ma il problema è che questi sono meno di un decimo del totale, oltre 2.000 autobus che hanno un'età media di 17 anni, mentre i 164 tram hanno in media 32 anni, le metropolitane 13 anni, e i treni della Roma-Giardinetti l'incredibile età di 55 anni.
Ora, se fosse stata un'azienda privata, l'Atac sarebbe fallita da tempo, ma fino ad ora la si è tenuta in piedi, facendola mantenere dai contribuenti (non solo romani, peraltro, ma di tutta Italia), seguendo la tradizione italica delle aziende pubbliche che accumulano debiti perché sono concepite come stipendifici per dirigenti e dipendenti, come lo era ad esempio l'Alitalia; e comunque è evidente che per risanare un carrozzone che ha accumulato 1,3 miliardi di Euro di debiti e spende il grosso in stipendi (536 milioni l'anno), ci vorrebbe un miracolo. Non solo i dipendenti sono troppi, ma ci sono anche troppi dirigenti (in media uno ogni mille dipendenti).
Per carità, la Raggi ha trovato una situazione già disperata (la colpa è delle precedenti amministrazioni, di centro-sinistra e centro-destra, che hanno lasciato crescere i debiti e invece di intervenire hanno continuato ad assumere, e da ultimo di Marino che non ha avuto il coraggio di portare i libri in tribunale, e ha pensato, come ora pensa la stessa Raggi, che l'Atac si potesse risanare in maniera soft) e quindi non ha colpe, ma è interessante notare la sua reazione, del resto perfettamente in linea con l'ideologia grillina: il pubblico è sempre buono, ciò che è pubblico è di tutti, anche se offre servizi scadenti e costa moltissimo ai contribuenti, e anche a quelli che non ne usufruiscono. Naturalmente non si dice che uno dei problemi fondamentali è l'eccesso di dipendenti, ma si accusa genericamente le precedenti amministrazioni di aver fatto debiti. Ovvio che con questi presupposti non è possibile risanare alcunché.
Il 16 ottobre scorso sarebbe stato il giorno in cui scadevano i debiti dell'Atac nei confronti delle banche (che ammontano a 182 milioni): se avesse dichiarato di non essere in grado di pagare, l'Atac avrebbe dovuto dichiarare default. Allora cosa ha fatto il Comune? Ha semplicemente rimandato, per l'ennesima volta, e di due anni, la scadenza del pagamento dei debiti che l'azienda deve allo stesso Comune (429 milioni), in modo che potesse versare un po' di denaro alle banche. Insomma, si continua a prendere a calci la lattina, in attesa di non si sa cosa, forse un miracolo. O forse, come ipotizzavo nel precedente articolo, dell'arrivo di un soccorso da parte del Governo (quando sarà a 5 Stelle?), cioè dell'ennesima vagonata di soldi pubblici (che, lo ricordiamo, sono dei contribuenti, non vengono dalla luna, anche se i 5 Stelle questo non sembrano averlo capito).
Ora sarà interessante vedere cosa si inventerà il Comune nel bilancio di fine anno, come potrà coprire il buco dovuto a questa entrata mancante. Ma sono sicuro che ci sapranno di nuovo stupire con effetti speciali, raccontando magari in un altro post su Facebook di come va avanti la "rivoluzione" (che in realtà si legge: restaurazione) dei 5 Stelle al Campidoglio.
Peccato, i 5 Stelle avrebbero potuto rappresentare un vero cambiamento, ma purtroppo hanno le stesse ideologie dei partiti che stanno provando a sostituire, anzi, ne rappresentano la parte più conservatrice, sembrano rimasti agli anni '80, ai mitici anni '80 del Caf in cui la politica regalava soldi a debito, credono che nell'epoca della globalizzazione un Paese, peraltro già iper-indebitato, possa vivere di spesa pubblica a gogo. E in fondo è per questo che ottengono un consenso così ampio: perché fanno credere (e la gente ci crede volentieri) che questo Paese sull'orlo del baratro per essere risanato non abbia bisogno di dolorose riforme, ma soltanto di amministratori onesti, che prendano stipendi un po' più bassi... in pratica che la crisi si possa far pagare alla casta.
La domanda è: quanto ci vorrà prima che si scontrino con la realtà? E quanti danni avranno fatto nel frattempo?
martedì 19 ottobre 2010
A quando il nuovo crollo?
Mentre le Borse continuano a salire e gli stipendi dei manager sono più alti che mai, in America vengono pignorate ogni mese 100.000 case. Questo accade ormai da due anni, cioè anche quest'anno si prosegue al ritmo di circa 1 milione 200.000 case pignorate all'anno. Per quanto tempo il sistema potrà reggere prima di un altro crollo?
E' evidente che l'indebitamento dei "consumatori" americani è ancora a livelli insostenibili rispetto alla capacità produttiva del Paese, e infatti ciò è confermato dal persistere del debito estero americano: gli Americani (quelli a cui non è stata tolta la casa...) vivono ancora al di sopra delle proprie possibilità, e per far questo "devono" acquistare prodotti all'estero. Solo perché pagano in dollari, gli altri Paesi continuano ad accettare di vender loro i propri prodotti (se il dollaro non fosse la moneta di riserva mondiale, il pagamento in dollari non verrebbe accettato dagli altri Paesi, in quanto proveniente da un Paese iperindebitato e dunque a rischio insolvenza). Le banche centrali dei Paesi esportatori (Cina, Giappone, Germania) sono dunque piene di dollari... e cosa ci fanno? con questi dollari esse accettano persino di comprare i titoli del debito pubblico americano, che nel frattempo sta schizzando alle stelle. Insomma, l'America si è indebitata e si indebita a livello privato (così il PIL si gonfia e i governi sono contenti), poi quando ci sono le crisi interviene il governo che salva banche e imprese, in modo che una parte del debito si trasferisce dal settore privato al settore pubblico. A quel punto lo stato americano così indebitato deve emettere grandi quantità di titoli di debito, e questi vengono comprati dai Paesi che hanno venduto merci ai "consumatori" americani.
Si tratta di una partita di giro, di un gioco che non può durare a lungo.
Questo gioco è stato innescato dall'immissione di liquidità nel sistema da parte della banca centrale americana, per "risolvere" la crisi della new economy del 2000. Sarebbe come se per curare un drogato lo si fosse imbottito di droga. Lì per lì può funzionare, ma prima o poi si paga il conto.
E il conto l'America (e con essa tutto l'Occidente) lo sta pagando caro. Cosa accadrà nei prossimi anni non si sa: ci potrebbe essere un nuovo crollo, oppure una lunga inflazione che di fatto impoverirà la popolazione in maniera "soft" (cioè pesante, ma graduale e mascherata). Quello che è certo è che l'America è destinata ad impoverirsi. E noi con lei.
In tutto questo Obama non ha molte colpe (si è trovato a dover fronteggiare una crisi spaventosa, con il possibile crollo del sistema), ma verrà presumibilmente punito dagli elettori alle elezioni di mid-term di novembre. I Repubblicani, che hanno creato con gli otto anni di presidenza di Bush i presupposti per la crisi (o quantomeno li hanno accentuati), adesso protestano su tutto e andranno all'incasso a novembre.
Mentre l'America litiga e si ipoteca il futuro, la Cina continua la rincorsa e ormai è proiettata come prima potenza mondiale del 21° secolo.
E' evidente che l'indebitamento dei "consumatori" americani è ancora a livelli insostenibili rispetto alla capacità produttiva del Paese, e infatti ciò è confermato dal persistere del debito estero americano: gli Americani (quelli a cui non è stata tolta la casa...) vivono ancora al di sopra delle proprie possibilità, e per far questo "devono" acquistare prodotti all'estero. Solo perché pagano in dollari, gli altri Paesi continuano ad accettare di vender loro i propri prodotti (se il dollaro non fosse la moneta di riserva mondiale, il pagamento in dollari non verrebbe accettato dagli altri Paesi, in quanto proveniente da un Paese iperindebitato e dunque a rischio insolvenza). Le banche centrali dei Paesi esportatori (Cina, Giappone, Germania) sono dunque piene di dollari... e cosa ci fanno? con questi dollari esse accettano persino di comprare i titoli del debito pubblico americano, che nel frattempo sta schizzando alle stelle. Insomma, l'America si è indebitata e si indebita a livello privato (così il PIL si gonfia e i governi sono contenti), poi quando ci sono le crisi interviene il governo che salva banche e imprese, in modo che una parte del debito si trasferisce dal settore privato al settore pubblico. A quel punto lo stato americano così indebitato deve emettere grandi quantità di titoli di debito, e questi vengono comprati dai Paesi che hanno venduto merci ai "consumatori" americani.
Si tratta di una partita di giro, di un gioco che non può durare a lungo.
Questo gioco è stato innescato dall'immissione di liquidità nel sistema da parte della banca centrale americana, per "risolvere" la crisi della new economy del 2000. Sarebbe come se per curare un drogato lo si fosse imbottito di droga. Lì per lì può funzionare, ma prima o poi si paga il conto.
E il conto l'America (e con essa tutto l'Occidente) lo sta pagando caro. Cosa accadrà nei prossimi anni non si sa: ci potrebbe essere un nuovo crollo, oppure una lunga inflazione che di fatto impoverirà la popolazione in maniera "soft" (cioè pesante, ma graduale e mascherata). Quello che è certo è che l'America è destinata ad impoverirsi. E noi con lei.
In tutto questo Obama non ha molte colpe (si è trovato a dover fronteggiare una crisi spaventosa, con il possibile crollo del sistema), ma verrà presumibilmente punito dagli elettori alle elezioni di mid-term di novembre. I Repubblicani, che hanno creato con gli otto anni di presidenza di Bush i presupposti per la crisi (o quantomeno li hanno accentuati), adesso protestano su tutto e andranno all'incasso a novembre.
Mentre l'America litiga e si ipoteca il futuro, la Cina continua la rincorsa e ormai è proiettata come prima potenza mondiale del 21° secolo.
venerdì 20 marzo 2009
La bufala del Signoraggio

"Il Signoraggio è il massimo potere del pianeta e tutti noi ne siamo schiavi".
Dopo aver affrontato la bufala delle scie chimiche, continuiamo la nostra via crucis alla ricerca di bufale, affrontando quella del signoraggio bancario. Anche qui siamo di fronte ad una sorta di teoria del complotto, secondo cui da secoli vi sarebbe un gigantesco complotto da parte delle banche per sottomettere e schiavizzare l'intera popolazione. Anche in questo caso si dice che, stranamente, nessuno ne parla, e questa ovviamente è una prova che il fatto sussiste...
Alla base di questa come di altre bufale vi sono sempre gli stessi meccanismi, la teoria del complotto, l'odio (e dunque la segreta invidia) nei confronti di chi ha potere e/o denaro, la semplificazione della realtà, e il tentativo di trovare un'unica causa per tutti i problemi. Certamente contribuisce anche il malessere invididuale, economico e sociale in cui vivono molte persone, che porta loro a considerare credibile l'idea che sia in atto un complotto contro di loro.
In questa epoca di crisi, poi, la teoria del signoraggio può risultare quasi credibile per chi va sempre in cerca di una monocausa che spieghi tutto ("è tutta colpa del signoraggio").
Interessante anche l'uso del termine, che in realtà è un termine tecnico riferito soprattutto all'antichità (quando la garanzia della moneta era l'oro, e i sovrani emettevano monete che avevano un valore nominale superiore alla quantità di oro realmente presente in esse), e quindi si trova anche nel vocabolario, ma viene utilizzato per dire altro...
Ma ecco le tesi principali di questa teoria-bufala del signoraggio:
1 - Il valore intrinseco della moneta è dato dai costi sostenuti per stamparla.
Secondo i "teorici" del signoraggio, quando la Banca Centrale stampa nuova moneta, compie un furto, un raggiro, perché scrive sulla banconota (quello essi che chiamano "valore nominale" o "di facciata") una cifra che non corrisponde al costo della stampa. Per cui ad esempio una banconota da 100 Euro che è costata per la sua stampa 30 centesimi, avrebbe come valore intrinseco, appunto 30 centesimi, quindi la Banca centrale ruberebbe 99,70 Euro, dal momento che la fa circolare "come se" valesse 100 Euro. Insomma, posto che stampare una banconota costi mediamente 30 centesimi, si potrebbero stampare solo banconote del valore di 30 centesimi! che tra l'altro andrebbero a finire tutte nelle mani di chi le ha stampate (la zecca o la banca centrale).
Ma se fosse così, non sarebbe semplicemente possibile stampare nuova moneta. Allora che facciamo, torniamo al baratto?
2- I soldi vengono stampati dal nulla.
I sostenitori della "teoria" del signoraggio sostengono che i soldi vengono stampati dal nulla, dal momento che non rappresentano la contropartita di nulla, essendo stampati senza portare nulla a garanzia, a differenza di come è accaduto fino al 1971, quando veniva portato come garanzia l'oro. Questa tesi, che in realtà smentisce la tesi precedente, e la tesi correlata secondo la quale da 300 anni sarebbe in atto una colossale truffa da parte delle banche ai danni dei cittadini (perché se fosse sufficiente la copertura dell'oro a garanzia, dovremmo concludere che fino al 1971 andava tutto bene!), si basa sull'idea che l'oro possa rappresentare una forma di valore "intrinseco". In realtà l'uso dell'oro ha rappresentato soltanto una convenzione, e il sistema aureo ha avuto i suoi pregi, ma si è rivelato presto inadeguato in un'economia di mercato avanzata. Ad esempio, la crescita dell'economia, con l'aumento delle merci prodotte, comporta seri rischi di deflazione, e dunque di un successivo ristagno economico, a meno che non si provveda a fornire nuovo oro dalle miniere, il che dimostra ulteriormente i limiti del sistema, troppo legato alla scoperta delle miniere, alla capacità di estrazione dell'oro e alla sua giusta collocazione (se vi è scarsità di oro, sarà impossibile stare al passo con i tempi e si produrrà deflazione, mentre se si produce troppo oro, si produrrà inflazione).
Altrimenti, se questo sistema fosse perfetto, perché è stato abbandonato?
Va detto inoltre che il sistema adottato da allora, e in vigore a tutt'oggi, non è un sistema di pura anarchia, perché anche oggi esiste una contropartita all'emissione di moneta, rappresentata dall'acquisto di titoli.
La Banca Centrale infatti stampa nuova moneta per soddisfare le esigenze di liquidità, dunque risponde ad una richiesta del mercato (e non a propri fantomatici interessi...), e la quantità che stampa è legata a queste esigenze.
Se venisse stampata troppa moneta, si creerebbe un'enorme inflazione, che farebbe perdere valore a questa moneta prodotta in eccesso. Da ciò si vede che è falsa la tesi che la moneta che circola attualmente "non vale niente". Se fosse così non si capirebbe come mai il sistema va avanti in questo modo, e con il denaro ci si possono fare acquisti, come comprare case, fare acquisti al supermercato ecc.
Questo accade perché i soldi, ben lungi dall'essere cartastraccia creata dal nulla, sono il controvalore della ricchezza prodotta dalla società.
Se la società non producesse nulla e sul mercato non ci fosse nulla, allora veramente i soldi non varrebbero nulla. Se si stampano più soldi di quanto giustifichi la ricchezza presente nella società, allora il denaro si svaluterà e si produrrà inflazione. Se sul mercato ci sono 100 polli, e circola moneta del valore totale di 100 Euro, mediamente ogni pollo varrà un Euro. Se si stampano altri 100 Euro, senza aumentare però il valore totale del mercato (cioè aggiungendo nuovi polli, o mucche, maiali ecc.), ecco che il denaro si svaluterà, e ogni pollo aumenterà di prezzo e ora varrà mediamente 2 Euro.
O come accadde agli Spagnoli nel '600, che si illusero di arricchirsi importando enormi quantità di oro dall'America, e in tal modo produssero un'enorme inflazione e un blocco dell'economia (a proposito dell'oro che dovrebbe essere la panacea di tutti i mali...). Se questo normalmente non succede, vuol dire che non è vero che "i soldi si stampano dal nulla" o che "non valgono nulla".
3- Emettendo moneta senza copertura, la Banca Centrale si arricchisce senza averne il diritto, indebitando la comunità.
In realtà, come accennato sopra, le banche centrali non possono emettere moneta senza uno strumento offerto a garanzia. Un tempo la garanzia era data dall'oro che veniva depositato come riserva, oggi invece la garanzia è data dall'emissione di titoli. Dunque, le banche centrali non utilizzano la moneta stampata per un uso privato, ma ci comprano titoli (emessi dal sistema bancario, da investitori o dagli Stati), e dunque in questo modo mettono il denaro in circolazione. I soggetti che hanno collocato questi titoli, utilizzeranno il denaro preso in prestito dalla Banca Centrale per le loro attività (investimenti, prestiti, pagamenti ecc.); questi soldi però li dovranno restituire a rate, e con tanto di interesse. Quando poi questo prestito verrà restituito, la banca centrale collocherà di nuovo questi soldi che tornano indietro sul mercato. Dunque la banca centrale se "guadagna" qualcosa, non è sulla moneta che ha emesso, ma esclusivamente sugli interessi.
4- La Banca Centrale sfrutta il privilegio di poter emettere moneta, chiedendo illegittimamente un interesse, che così indebita la comunità.
In realtà, gli interessi sono la parte che si paga per il fatto che, in un'economia di mercato, possedere dei soldi può generare profitto. Per cui una banca (o anche un privato) che chiede denaro in prestito, con quei soldi, se li investe, potrà generare più ricchezza. E' assurdo immaginare che possa esistere la moneta senza gli interessi, chiunque sia a stamparla. Il meccanismo del credito è quello che fa andare avanti l'economia. I privati ci comprano le case a rate. Le aziende ci fanno gli investimenti. Altro che signoraggio e schiavitù!
La Banca Centrale può decidere autonomamente se alzare o abbassare il tasso di interesse. A volte le banche centrali scelgono di portare il tasso di interesse a zero, il che dimostra che il loro interesse non è quello di lucrare, ma semplicemente di mantenere stabile il sistema del credito e dei prezzi. Infatti, la manovra sul tasso di interesse avviene per contenere l'inflazione, e nel contempo evitare una deflazione. Si stabilisce cioè, a seconda della situazione del momento, che chiedere denaro in prestito abbia un determinato costo. Infatti se c'è un eccesso di domanda di liquidità (e dunque di indebitamento) c'è il rischio che si generino meccanismi pericolosi per l'economia; d'altro canto, se la liquidità scarseggia, il meccanismo del credito si inceppa e l'economia va in crisi. Tra l'altro, uno dei punti fermi del Trattato di Maastricht è il contenimento dell'inflazione (che infatti in Italia è scesa da quando il Paese ha aderito al Trattato).
I sostenitori del signoraggio pensano erroneamente che l'inflazione sia generata dall'interesse e che il debito sia creato dall'emissione di moneta, confondendo la causa con l'effetto. Invece l'inflazione è data dall'emissione di moneta, e viene appunto contenuta con l'interesse (che i sostenitori del signoraggio vorrebbero eliminare!), mentre il debito è creato da qualcuno (i privati, le aziende, lo Stato) che decide di spendere (per spese o investimenti) del denaro che non possiede, e dunque tale debito non è una "creazione" della Banca Centrale.
Le banche private che prestano denaro ai cittadini e alle imprese, poi, fanno solo da intermediari, prestando il denaro dei conti correnti depositati.
L'inflazione è normale in un'economia di mercato, ed è legata al fatto che normalmente gli investimenti producono un profitto. Laddove si è sperimentata la deflazione (come nella Grande Depressione degli anni '30...) la situazione era ben peggiore, l'economia era ferma e milioni di persone erano senza cibo e senza lavoro. Una leggera deflazione è stata sperimentata anche dal Giappone negli anni '90, e questo ha creato non pochi problemi all'economia... e dov'erano i cattivi banchieri del signoraggio, sempre pronti a creare la terribile inflazione per rovinarci la vita? saranno andati in vacanza...
Ma, per non farsi mancare niente, i "teorici" del signoraggio insinuano (senza ovviamente dimostrarlo) che la Banca Centrale "rubi" questi soldi che, dopo essere stati stampati e immessi sul mercato comprando titoli, tornano indietro, e cioè non li rimetta in circolazione, ma li faccia sparire nei paradisi fiscali... ovviamente non c'è alcuna prova di questo tesoro nascosto, che deve dunque essere nascosto molto bene, nel senso che non dovrebbe proprio essere speso, insomma sarebbe l'equivalente di una nave carica di preziosi e affondata, dal momento che se questa ricchezza venisse prima o poi spesa, verrebbe finalmente scoperta, oltre al fatto che produrrebbe una enorme inflazione.
5- La Banca Centrale è privata e non ha diritto di stampare moneta. La moneta dovrebbe essere stampata dallo Stato.
In realtà, la Banca Centrale è un ente di diritto pubblico, per cui non può comportarsi, e di fatto non si comporta, come un ente privato. Si tratta di un ente riconosciuto dallo Stato, che non ha finalità di lucro, e che naturalmente ha una sua autonomia nell'ambito della divisione dei poteri, autonomia che del resto hanno i diversi organi dello Stato, come il Parlamento, la Magistratura, la Polizia ecc.
Dire che lo Stato dovrebbe stampare da sé i soldi è più o meno come dire che lo Stato dovrebbe pensare da sé all'ordine pubblico, e non lasciare tale compito alla Polizia...
La Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico che è sottoposto al controllo del Ministero del Tesoro, non è una Spa, e il suo governatore è nominato dal governo (e non dall'assemblea dei soci, come accade in una Spa).
L'autonomia della Banca Centrale è comunque importante perché, se lo Stato potesse stampare direttamente la moneta, potrebbe essere tentato di utilizzare la leva monetaria per coprire il proprio deficit, generando così un'iperinflazione come è accaduto in passato in alcuni paesi che non avevano questa divisione. Paradossalmente se si facesse come vogliono i teorici del signoraggio, accadrebbe proprio quello che secondo loro accade adesso: i cittadini verrebbero impoveriti, e questo accadrebbe perché il loro potere d'acquisto crollerebbe. Dunque di fatto lo Stato trasferirebbe il proprio debito sui cittadini.
Anche il tanto vituperato interesse serve per evitare un indebitamento eccessivo: se chi chiede denaro in prestito non dovesse restituire anche un interesse, vi sarebbe il pericolo di un uso allegro del debito che alla lunga potrebbe essere impossibile ripagare. La crisi economica iniziata nel 2008 secondo molti analisti è stata dovuta ad un eccessivo indebitamento dei privati, favorito tra le altre cose da un'errata politica economica, sui tassi di interesse troppo bassi praticati in America (e non dalla creazione di moneta di per sé...).
6 - Emettendo moneta, la Banca Centrale crea debito pubblico e dunque indebita i cittadini.
Come abbiamo visto, il debito pubblico non viene causato dalla creazione di moneta. La moneta non viene creata per creare debito o per schiavizzare qualcuno, ma viene creata quando c'è bisogno di liquidità e di credito. Il credito è proprio ciò di cui c'è bisogno per il funzionamento dell'economia, e le prime a chiedere credito sono le aziende che vogliono fare investimenti. Mentre le aziende più indebitate sono proprio le banche, che come mestiere prestano denaro.
Inoltre non è vero che gli Stati finanziano il debito pubblico creando (o facendo creare) moneta, ma lo fanno vendendo obbligazioni. La Banca Centrale non può neanche acquistare direttamente queste obbligazioni dallo Stato (è proibito dal Trattato di Maastricht). I possessori di Titoli di Stato (BOT, CCT, BTP), sono spesso privati cittadini, i quali traggono un guadagno dal fatto di prestare in questo modo soldi allo Stato, attraverso gli interessi. Altro che popolo schiavizzato!
In ogni caso, il debito pubblico deriva dalle eccessive spese dello Stato rispetto alle entrate, dunque da politiche errate, e non ha nulla a che vedere con la creazione di moneta.
7 - Il debito accollato sui cittadini viene ripagato con il loro lavoro "servile".
Qui si vuole insinuare che il lavoro sia una schiavitù voluta dal sistema bancario. Ma, essendo falsi i punti precedenti, è falso anche questo. Riemerge l'antico e in fondo comprensibile desiderio umano di non lavorare, ma si dimentica che, da che mondo è mondo, gli esseri umani devono lavorare per poter sopravvivere, e questo accadeva, come e più di oggi, anche quando le banche e il denaro non esistevano. Non si capisce di cosa dovremmo campare qualora non lavorassimo.
8 - Le banche prestano soldi che non hanno.
Questo non è vero perché le banche possono prestare soltanto in base ai depositi dei loro correntisti, dunque non fanno prestiti scoperti. Certo, se domani tutti i correntisti andassero a ritirare i propri depositi presso le filiali delle banche, queste non avrebbero materialmente la possibilità di pagarli tutti, dal momento che, avendone presato una parte, le banche non hanno disponibile l'ammontare totale dei depositi. Ma se le banche non potessero utilizzare i depositi dei correntisti, ma li dovessero tenere immobilizzati, come potrebbero poi fare dei prestiti, ai cittadini o alle imprese? In questo modo il meccanismo del credito verrebbe meno. Inoltre, non si capisce perché ci si dovrebbe preoccupare di un eventualità che di fatto non si verifica, anche perché comunque i depositi dei correntisti sono garantiti per legge.
9 - Prestando denaro, le banche schiavizzano i cittadini.
In realtà, non tutti i cittadini sono indebitati presso le banche. Solo chi ha chiesto un prestito o un mutuo può dirsi debitore. Gli altri, i correntisti e i risparmiatori, semmai sono creditori.
10 - Chiunque possiede denaro è indebitato perché in questo sistema la moneta è debito.
Questa perla deriva dalle tesi precedenti, che però abbiamo visto essere errate. Si sostiene cioè che, dal momento che tutto il sistema creditizio è basato sulla produzione di denaro "dal nulla", allora chi entra in possesso di denaro, diviene per ciò stesso debitore nei confronti delle banche. Il che è semplicemente assurdo. Tanto più che, come abbiamo visto, i depositi dei correntisti sono garantiti dalla legge.
11- Il signoraggio è il profitto di cui si appropria chi ha il potere di emettere una data moneta.
Questa (intendendo per profitto l'interesse derivato dai titoli comprati dal sistema bancario, v. punto 3) è l'unica definizione sensata di signoraggio, ed è infatti riconosciuta anche dalla Banca d'Italia. Peccato che non dimostra quello che vorrebbero dimostrare i sostenitori della "truffa da signoraggio", e cioè che la Banca centrale avrebbe l'ingiusto privilegio di emettere moneta, e dunque si approprierebbe di una ricchezza che non le spetta, a scapito dei cittadini e dello Stato. Infatti, questi profitti (che comunque non sono quella massa enorme di denaro che ci vorrebbero far credere, confondendo questa definizione con quella data nel punto 1, secondo la quale sarebbero addirittura il 99,97% delle banconote emesse, e con quella data nel punto 6, secondo la quale i profitti della Banca Centrale corrisponderebbero con il debito pubblico) non vengono incamerati dalla Banca Centrale o dai banchieri, ma tornano (al netto delle spese della gestione della Banca Centrale) allo Stato attraverso la tassazione, la distribuzione degli utili e la concessione di tassi agevolati. In ogni caso stiamo parlando di una cifra stimabile intorno all'8% del totale della moneta circolante, che è (in banconote in Euro) circa un terzo del debito pubblico. Ora, l'8% di 1/3 è circa il 2,7%, il che dimostra (anche se fosse vero che tutti questi soldi rimangono come debito dello Stato nei confronti della Banca Centrale) l'inconsistenza della tesi che lega il debito pubblico all'emissione di moneta.
Altri argomenti per confondere le idee.
Poiché la base teorica del "signoraggio" è come abbiamo visto del tutto assurda, i suoi sostenitori la condiscono con considerazioni specifiche sulla politica economica dei Paesi ricchi, sugli errori della politica economica, sulle truffe ecc.
Qui però siamo su un terreno diverso, cioè sul terreno della critica politica e sociale, che può essere a volte condivisibile a volte meno, ma che non dimostra che la teoria del signoraggio sia vera. Però visto che, come al solito in questi casi, tutto fa brodo, questi argomenti vengono usati per "dimostrare" che "siamo schiavi delle banche".
Altri argomenti "interessanti" sarebbero il fatto che alcuni personaggi noti ai media, come Beppe Grillo, avrebbero parlato del signoraggio. Se questa è una prova... tra l'altro il fatto che Grillo ne ha accennato dieci anni fa, e da allora non ne ha più fatto menzione (si vede che gli hanno fatto capire che era una sciocchezza...), è utilizzato come prova del fatto che... il signoraggio è vero!
E del resto come abbiamo visto sopra, anche il fatto che "non ne parla nessuno" è utilizzato come prova che... il signoraggio è vero!
Anche qui siamo di fronte ad una teoria non scientifica, e lo si vede proprio dal fatto che per dimostrarla vengono utilizzati argomenti contrari tra loro. La stessa recente crisi finanziaria viene utilizzata per "denunciare" lo strapotere delle banche: le banche sono così cattive e così potenti che tutto ciò che fanno lo fanno per sottometterci, anche quando falliscono!
(Per approfondire: Frottolesignoraggio.info)
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