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domenica 3 febbraio 2013

Giuliani, l'uomo che (non) prevedeva i terremoti.

Come diceva Niels Bohr, "fare previsioni è una cosa molto difficile, specialmente per il futuro." Invece è facilissimo fare una previsione a posteriori, e dire "io l'avevo detto". Se qualcuno sostiene di essere in grado di prevedere i terremoti, che si fa? gli si crede sulla parola? Sì, se non si possiede una mentalità scientifica. Ad esempio Beppe Grillo, che non crede mai alle verità ufficiali, si mostra decisamente credulone quando si tratta di dare retta a qualcuno che smentisce i governi o gli scienziati. In seguito al terremoto dell'Emilia del maggio 2012, Grillo ha intervistato nel suo blog Giuliani, esordendo con un terrificante: "Giampaolo Giuliani è in grado di anticipare di 6-24 ore il manifestarsi di un terremoto. La sua ricerca sui precursori sismici ha salvato la vita a quanti, nel 2009 in Abruzzo e in questi giorni in Emilia Romagna, hanno dato ascolto ai suoi allarmi."
Dunque all'indomani di un terremoto che ha provocato diverse vittime, Grillo insinua che vi sia già chi è in grado di prevedere i terremoti, e dunque insinua indirettamente che la comunità scientifica e il governo sono colpevoli dal momento che non lo hanno voluto ascoltare. In questo modo Grillo come spesso accade fa disinformazione e fa arrabbiare inutilmente i suoi poveri lettori (naturalmente Giuliani è stato intervistato anche da Santoro).
Giuliani viene presentato come "sismologo", ma per sua stessa ammissione non è neanche laureato. Probabilmente questo non è un problema, anzi è un pregio, per chi nutre una profonda diffidenza nei confronti dei "professori" (basti ricordare gli epiteti riservati da Grillo a noti scienziati, come Veronesi, chiamato "Cancronesi", e la Montalcini, chiamata "vecchia puttana").
Ma come si deve comportare un profano che sentisse dire che c'è gente in grado di prevedere i terremoti? semplice, accendere il cervello e ragionare. Se qualcuno fosse in grado di prevedere i terremoti, perché la scienza non dovrebbe ascoltarlo? Se invece fosse soltanto un'ipotesi, una frontiera nella ricerca, perché i governi, magari di Paesi avanzati tecnologicamente ma ad alto rischio sismico come Stati Uniti e Giappone, non dovrebbero finanziare la ricerca, in modo da consentire di salvare migliaia di vite umane? ma poi, siamo sicuri che già non lo facciano?
Ovviamente, chi sostiene di essere in grado di prevedere i terremoti, dovrebbe fornire le prove di questa affermazione. Cioè dovrebbe fornire delle previsioni prima che si verifichi un evento, con un comunicato ufficiale o una comunicazione chiaramente verificabile. E naturalmente queste previsioni dovrebbero essere verificabili scientificamente, cioè dovrebbero essere numeriche, specificando l'area interessata, la magnitudo attesa, l'intervallo di tempo in cui si dovrebbe verificare l'evento, e la probabilità che si verifichi l'evento. Nel caso di Giuliani questo non è accaduto.
Lui però sostiene di essere in possesso di un metodo infallibile per prevedere i terremoti, ma che per farlo ci vorrebbe una fitta rete di rilevamenti del radon in tutto il territorio italiano. Ma finché questo non viene fatto, come può essere sicuro che funzioni? Invece lui è sicuro, e nell'intervista di Grillo dice: "Ma questo… mi domando e dico: ma questi scienziati che cazzo di scienziati sono che oggi ancora noi non riusciamo… abbiamo ancora morti per terremoto, siamo nel 2012! Che cazzo studiano?!"
Qui si vede l'impazienza di chi pretende tutto e subito, come se gli scienziati fossero degli sciamani, dei maghi.
In realtà, le ricerche sul radon come possibile precursore dei terremoti già esistono. Ad esempio in California lo studiano da vent'anni, ma non hanno ancora trovato una correlazione sicura tra emissione di radon e terremoti. Dunque gli scienziati non dormono e sono già in cerca di un metodo per prevedere i terremoti. Se fino ad ora non è stato dimostrato che il radon da solo è un precursore sicuro e preciso dei terremoti, vuol dire che probabilmente non lo è. Questo non vuol dire che sicuramente non lo sia, ma va comunque notato come la natura sia estremamente complessa, per cui è difficile che vi sia un unico precursore o una sola causa che spieghi tutto. Sarebbe come pretendere di prevedere la neve a Roma utilizzando un unico parametro (ad esempio la temperatura al suolo). A volte può funzionare, a volte no.
Questo video è molto interessante. Byoblu (quello che crede al golpe di Napolitano) questa volta ha fatto un'operazione meritoria, cioè non ha parlato, ma ha messo a confronto uno scienziato vero (Antonio Piersanti dell'Ingv) con lo stesso Giuliani. In pratica, Giuliani sostiene di aver chiesto un confronto con gli scienziati, ma questi avrebbero rifiutato. Ascoltando il video si capisce chiaramente chi è l'esperto e chi no. L'esperto non è affatto chiuso a nuove scoperte, ma appunto vuole le prove. Questa è l'essenza della mentalità scientifica. Invece Giuliani si limita in maniera un po' infantile a chiedere ascolto.

Comunque a tale proposito può essere utile fare qualche considerazione riguardo le materie in cui non c'è accordo tra gli scienziati, anche se questo non pare essere il caso (non conosco uno scienziato vero che sostenga che i terremoti si possano prevedere oggi). Quando tra gli scienziati non c'è un accordo, per il non esperto vi è un facile modo per orientarsi, e cioè ricordare che nella scienza la maggioranza conta. Questo perché si tratta di una maggioranza qualificata, fatta di gente selezionata, che ha studiato e studia ogni giorno una determinata materia.
Spiega Piersanti: "Le idee scientifiche non sono monolitiche o singolari, un'idea scientifica accettata si forma per aggregazione di centinaia di unità... un'idea scientifica diventa accettata quando decine, centinaia di gruppi di ricerca arrivano tutti allo stesso risultato".
"La verità o falsità scientifica su una cosa c'è quando su mille, 999 pensano una cosa e dieci un'altra, o uno, capisci è una questione anche statistica".
Questa è una considerazione molto importante. La comunità scientifica è fatta di tanti centri di ricerca indipendenti tra loro, e una tesi viene dimostrata quando molte ricerche indipendenti confermano lo stesso risultato. Invece chi non conosce queste cose e magari ha una mentalità complottistica, come ad esempio Grillo, tra i 999 che sostengono A e l'uno che sostiene B, si fida di quell'uno, intervista lui, crede a lui.

Tra l'altro, pare che Giuliani non abbia previsto neanche il terremoto dell'Aquila. L'ingv ha anche postato un video che ne mostra le contraddizioni.

martedì 16 febbraio 2010

Disinformazione.it : Il paradiso dei complottisti

Avendo affrontato un po' di teorie complottiste, non potevamo non trattare del sito che le riunisce tutte: disinformazione.it.
Se avessero un po' di senso dell'umorismo, quelli di disinformazione.it si renderebbero conto che il nome del loro sito suona come involontariamene comico. Vorrebbero denunciare la disinformazione, ma sono loro i primi a farla.
L'impostazione del sito è basata sulla mentalità che già abbiamo riscontrato trattando di bufale quali quella del signoraggio o quella delle scie chimiche (e infatti quelli di disinformazione.it per non farsi mancare niente credono anche al signoraggio e alle scie chimiche): la verità ufficiali sono sempre false, ci sono sempre complotti e poteri occulti, di fronte ad ogni teoria ci si chiede: quali interessi ci sono dietro? e naturalmente la presenza di interessi dimostra che la teoria è falsa.. e così le medicine e i vaccini fanno male (ovvio: le case farmaceutiche vendendoli ci guadagnano!), la carne fa male, i cibi cotti peggio, il latte non ne parliamo (purché non sia crudo, ovviamente, visto che le fameliche industrie alimentari lo vendono pastorizzato). Il riscaldamento globale non è vero, e comunque non è dovuto all'uomo (visto che ora i governi hanno deciso di intervenire per limitarlo: venti anni fa, quando i governi non se ne interessavano, quelli di disinformazione.it avrebbero detto che l'effetto-serra c'è ma i governi tacciono perché pagati dalle multinazionali del petrolio...).
Tutti i ritrovati tecnologici fanno male: siamo bombardati da sostanze chimiche che ci avvelenano e ci uccidono (peccato che oggi si viva il doppio che cent'anni fa, quando si viveva "naturalmente", come vorrebbero quelli di disinformazione.it). A questo punto, per contrastare le loro farneticazioni, uno potrebbe chiamare in causa le autorità scientifiche che smentiscono le loro teorie, come i Premi Nobel. Ma no, i Premi Nobel non sono attendibili, perché naturalmente la scelta è influenzata dalle solite fameliche multinazionali, oltre che dai governi e dai vari poteri più o meno occulti. Se uno vince il Premio Nobel quelli di disinformazione vanno a vedere cosa faceva 40 anni fa, scoprono che era amico di un banchiere o di un politico, e il gioco è fatto: è la prova definitiva che il Premio Nobel non ha valore! Anzi, vanno pure a vedere cosa faceva il padre (atteggiamento tipicamente italiano: le colpe dei padri ricadono sui figli, gli individui non sono autonomi ma dipendono dalla loro famiglia).
Quelli di disinformazione.it non hanno la minima idea di come funzioni la scienza, per cui possono insinuare che le teorie ufficiali siano manipolate (invece, al massimo le case farmaceutiche e le industrie alimentari possono sponsorizzare ricerche che danno risultati parziali e prodotti che non danno grandi risultati, ma non accade che vengano approvati e venduti prodotti che si sa che facciano male, nascondendo la verità).
La cosa divertente è che i complottisti si accusano tra di loro, usando le solite armi, per cui tempo fa quelli di disinformazione.it scrissero un articolo su Beppe Grillo, chiedendosi le solite cose: cosa faceva quaranta anni fa? chi c'è dietro? quali interessi? ecc.ecc. Al che uno potrebbe replicare: e chi c'è dietro di voi? quanti soldi fate vendendo i vostri libri? quali poteri occulti vi manovrano? Se leggessero questo articolo quelli di disinformazione.it si chiederebbero chi sono, qual è il mio passato, chi mi paga, quali interessi ci sono dietro ecc.

venerdì 20 marzo 2009

La bufala del Signoraggio


"Il Signoraggio è il massimo potere del pianeta e tutti noi ne siamo schiavi".

Dopo aver affrontato la bufala delle scie chimiche, continuiamo la nostra via crucis alla ricerca di bufale, affrontando quella del signoraggio bancario. Anche qui siamo di fronte ad una sorta di teoria del complotto, secondo cui da secoli vi sarebbe un gigantesco complotto da parte delle banche per sottomettere e schiavizzare l'intera popolazione. Anche in questo caso si dice che, stranamente, nessuno ne parla, e questa ovviamente è una prova che il fatto sussiste...

Alla base di questa come di altre bufale vi sono sempre gli stessi meccanismi, la teoria del complotto, l'odio (e dunque la segreta invidia) nei confronti di chi ha potere e/o denaro, la semplificazione della realtà, e il tentativo di trovare un'unica causa per tutti i problemi. Certamente contribuisce anche il malessere invididuale, economico e sociale in cui vivono molte persone, che porta loro a considerare credibile l'idea che sia in atto un complotto contro di loro.

In questa epoca di crisi, poi, la teoria del signoraggio può risultare quasi credibile per chi va sempre in cerca di una monocausa che spieghi tutto ("è tutta colpa del signoraggio").

Interessante anche l'uso del termine, che in realtà è un termine tecnico riferito soprattutto all'antichità (quando la garanzia della moneta era l'oro, e i sovrani emettevano monete che avevano un valore nominale superiore alla quantità di oro realmente presente in esse), e quindi si trova anche nel vocabolario, ma viene utilizzato per dire altro...

Ma ecco le tesi principali di questa teoria-bufala del signoraggio:

1 - Il valore intrinseco della moneta è dato dai costi sostenuti per stamparla.

Secondo i "teorici" del signoraggio, quando la Banca Centrale stampa nuova moneta, compie un furto, un raggiro, perché scrive sulla banconota (quello essi che chiamano "valore nominale" o "di facciata") una cifra che non corrisponde al costo della stampa. Per cui ad esempio una banconota da 100 Euro che è costata per la sua stampa 30 centesimi, avrebbe come valore intrinseco, appunto 30 centesimi, quindi la Banca centrale ruberebbe 99,70 Euro, dal momento che la fa circolare "come se" valesse 100 Euro. Insomma, posto che stampare una banconota costi mediamente 30 centesimi, si potrebbero stampare solo banconote del valore di 30 centesimi! che tra l'altro andrebbero a finire tutte nelle mani di chi le ha stampate (la zecca o la banca centrale).

Ma se fosse così, non sarebbe semplicemente possibile stampare nuova moneta. Allora che facciamo, torniamo al baratto?

2- I soldi vengono stampati dal nulla.

I sostenitori della "teoria" del signoraggio sostengono che i soldi vengono stampati dal nulla, dal momento che non rappresentano la contropartita di nulla, essendo stampati senza portare nulla a garanzia, a differenza di come è accaduto fino al 1971, quando veniva portato come garanzia l'oro. Questa tesi, che in realtà smentisce la tesi precedente, e la tesi correlata secondo la quale da 300 anni sarebbe in atto una colossale truffa da parte delle banche ai danni dei cittadini (perché se fosse sufficiente la copertura dell'oro a garanzia, dovremmo concludere che fino al 1971 andava tutto bene!), si basa sull'idea che l'oro possa rappresentare una forma di valore "intrinseco". In realtà l'uso dell'oro ha rappresentato soltanto una convenzione, e il sistema aureo ha avuto i suoi pregi, ma si è rivelato presto inadeguato in un'economia di mercato avanzata. Ad esempio, la crescita dell'economia, con l'aumento delle merci prodotte, comporta seri rischi di deflazione, e dunque di un successivo ristagno economico, a meno che non si provveda a fornire nuovo oro dalle miniere, il che dimostra ulteriormente i limiti del sistema, troppo legato alla scoperta delle miniere, alla capacità di estrazione dell'oro e alla sua giusta collocazione (se vi è scarsità di oro, sarà impossibile stare al passo con i tempi e si produrrà deflazione, mentre se si produce troppo oro, si produrrà inflazione).

Altrimenti, se questo sistema fosse perfetto, perché è stato abbandonato?

Va detto inoltre che il sistema adottato da allora, e in vigore a tutt'oggi, non è un sistema di pura anarchia, perché anche oggi esiste una contropartita all'emissione di moneta, rappresentata dall'acquisto di titoli.

La Banca Centrale infatti stampa nuova moneta per soddisfare le esigenze di liquidità, dunque risponde ad una richiesta del mercato (e non a propri fantomatici interessi...), e la quantità che stampa è legata a queste esigenze.

Se venisse stampata troppa moneta, si creerebbe un'enorme inflazione, che farebbe perdere valore a questa moneta prodotta in eccesso. Da ciò si vede che è falsa la tesi che la moneta che circola attualmente "non vale niente". Se fosse così non si capirebbe come mai il sistema va avanti in questo modo, e con il denaro ci si possono fare acquisti, come comprare case, fare acquisti al supermercato ecc.

Questo accade perché i soldi, ben lungi dall'essere cartastraccia creata dal nulla, sono il controvalore della ricchezza prodotta dalla società.

Se la società non producesse nulla e sul mercato non ci fosse nulla, allora veramente i soldi non varrebbero nulla. Se si stampano più soldi di quanto giustifichi la ricchezza presente nella società, allora il denaro si svaluterà e si produrrà inflazione. Se sul mercato ci sono 100 polli, e circola moneta del valore totale di 100 Euro, mediamente ogni pollo varrà un Euro. Se si stampano altri 100 Euro, senza aumentare però il valore totale del mercato (cioè aggiungendo nuovi polli, o mucche, maiali ecc.), ecco che il denaro si svaluterà, e ogni pollo aumenterà di prezzo e ora varrà mediamente 2 Euro.

O come accadde agli Spagnoli nel '600, che si illusero di arricchirsi importando enormi quantità di oro dall'America, e in tal modo produssero un'enorme inflazione e un blocco dell'economia (a proposito dell'oro che dovrebbe essere la panacea di tutti i mali...). Se questo normalmente non succede, vuol dire che non è vero che "i soldi si stampano dal nulla" o che "non valgono nulla".

3- Emettendo moneta senza copertura, la Banca Centrale si arricchisce senza averne il diritto, indebitando la comunità.

In realtà, come accennato sopra, le banche centrali non possono emettere moneta senza uno strumento offerto a garanzia. Un tempo la garanzia era data dall'oro che veniva depositato come riserva, oggi invece la garanzia è data dall'emissione di titoli. Dunque, le banche centrali non utilizzano la moneta stampata per un uso privato, ma ci comprano titoli (emessi dal sistema bancario, da investitori o dagli Stati), e dunque in questo modo mettono il denaro in circolazione. I soggetti che hanno collocato questi titoli, utilizzeranno il denaro preso in prestito dalla Banca Centrale per le loro attività (investimenti, prestiti, pagamenti ecc.); questi soldi però li dovranno restituire a rate, e con tanto di interesse. Quando poi questo prestito verrà restituito, la banca centrale collocherà di nuovo questi soldi che tornano indietro sul mercato. Dunque la banca centrale se "guadagna" qualcosa, non è sulla moneta che ha emesso, ma esclusivamente sugli interessi.

4- La Banca Centrale sfrutta il privilegio di poter emettere moneta, chiedendo illegittimamente un interesse, che così indebita la comunità.

In realtà, gli interessi sono la parte che si paga per il fatto che, in un'economia di mercato, possedere dei soldi può generare profitto. Per cui una banca (o anche un privato) che chiede denaro in prestito, con quei soldi, se li investe, potrà generare più ricchezza. E' assurdo immaginare che possa esistere la moneta senza gli interessi, chiunque sia a stamparla. Il meccanismo del credito è quello che fa andare avanti l'economia. I privati ci comprano le case a rate. Le aziende ci fanno gli investimenti. Altro che signoraggio e schiavitù!

La Banca Centrale può decidere autonomamente se alzare o abbassare il tasso di interesse. A volte le banche centrali scelgono di portare il tasso di interesse a zero, il che dimostra che il loro interesse non è quello di lucrare, ma semplicemente di mantenere stabile il sistema del credito e dei prezzi. Infatti, la manovra sul tasso di interesse avviene per contenere l'inflazione, e nel contempo evitare una deflazione. Si stabilisce cioè, a seconda della situazione del momento, che chiedere denaro in prestito abbia un determinato costo. Infatti se c'è un eccesso di domanda di liquidità (e dunque di indebitamento) c'è il rischio che si generino meccanismi pericolosi per l'economia; d'altro canto, se la liquidità scarseggia, il meccanismo del credito si inceppa e l'economia va in crisi. Tra l'altro, uno dei punti fermi del Trattato di Maastricht è il contenimento dell'inflazione (che infatti in Italia è scesa da quando il Paese ha aderito al Trattato).

I sostenitori del signoraggio pensano erroneamente che l'inflazione sia generata dall'interesse e che il debito sia creato dall'emissione di moneta, confondendo la causa con l'effetto. Invece l'inflazione è data dall'emissione di moneta, e viene appunto contenuta con l'interesse (che i sostenitori del signoraggio vorrebbero eliminare!), mentre il debito è creato da qualcuno (i privati, le aziende, lo Stato) che decide di spendere (per spese o investimenti) del denaro che non possiede, e dunque tale debito non è una "creazione" della Banca Centrale.

Le banche private che prestano denaro ai cittadini e alle imprese, poi, fanno solo da intermediari, prestando il denaro dei conti correnti depositati.

L'inflazione è normale in un'economia di mercato, ed è legata al fatto che normalmente gli investimenti producono un profitto. Laddove si è sperimentata la deflazione (come nella Grande Depressione degli anni '30...) la situazione era ben peggiore, l'economia era ferma e milioni di persone erano senza cibo e senza lavoro. Una leggera deflazione è stata sperimentata anche dal Giappone negli anni '90, e questo ha creato non pochi problemi all'economia... e dov'erano i cattivi banchieri del signoraggio, sempre pronti a creare la terribile inflazione per rovinarci la vita? saranno andati in vacanza...

Ma, per non farsi mancare niente, i "teorici" del signoraggio insinuano (senza ovviamente dimostrarlo) che la Banca Centrale "rubi" questi soldi che, dopo essere stati stampati e immessi sul mercato comprando titoli, tornano indietro, e cioè non li rimetta in circolazione, ma li faccia sparire nei paradisi fiscali... ovviamente non c'è alcuna prova di questo tesoro nascosto, che deve dunque essere nascosto molto bene, nel senso che non dovrebbe proprio essere speso, insomma sarebbe l'equivalente di una nave carica di preziosi e affondata, dal momento che se questa ricchezza venisse prima o poi spesa, verrebbe finalmente scoperta, oltre al fatto che produrrebbe una enorme inflazione.

5- La Banca Centrale è privata e non ha diritto di stampare moneta. La moneta dovrebbe essere stampata dallo Stato.

In realtà, la Banca Centrale è un ente di diritto pubblico, per cui non può comportarsi, e di fatto non si comporta, come un ente privato. Si tratta di un ente riconosciuto dallo Stato, che non ha finalità di lucro, e che naturalmente ha una sua autonomia nell'ambito della divisione dei poteri, autonomia che del resto hanno i diversi organi dello Stato, come il Parlamento, la Magistratura, la Polizia ecc.

Dire che lo Stato dovrebbe stampare da sé i soldi è più o meno come dire che lo Stato dovrebbe pensare da sé all'ordine pubblico, e non lasciare tale compito alla Polizia...
La Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico che è sottoposto al controllo del Ministero del Tesoro, non è una Spa, e il suo governatore è nominato dal governo (e non dall'assemblea dei soci, come accade in una Spa).

L'autonomia della Banca Centrale è comunque importante perché, se lo Stato potesse stampare direttamente la moneta, potrebbe essere tentato di utilizzare la leva monetaria per coprire il proprio deficit, generando così un'iperinflazione come è accaduto in passato in alcuni paesi che non avevano questa divisione. Paradossalmente se si facesse come vogliono i teorici del signoraggio, accadrebbe proprio quello che secondo loro accade adesso: i cittadini verrebbero impoveriti, e questo accadrebbe perché il loro potere d'acquisto crollerebbe. Dunque di fatto lo Stato trasferirebbe il proprio debito sui cittadini.

Anche il tanto vituperato interesse serve per evitare un indebitamento eccessivo: se chi chiede denaro in prestito non dovesse restituire anche un interesse, vi sarebbe il pericolo di un uso allegro del debito che alla lunga potrebbe essere impossibile ripagare. La crisi economica iniziata nel 2008 secondo molti analisti è stata dovuta ad un eccessivo indebitamento dei privati, favorito tra le altre cose da un'errata politica economica, sui tassi di interesse troppo bassi praticati in America (e non dalla creazione di moneta di per sé...).

6 - Emettendo moneta, la Banca Centrale crea debito pubblico e dunque indebita i cittadini.

Come abbiamo visto, il debito pubblico non viene causato dalla creazione di moneta. La moneta non viene creata per creare debito o per schiavizzare qualcuno, ma viene creata quando c'è bisogno di liquidità e di credito. Il credito è proprio ciò di cui c'è bisogno per il funzionamento dell'economia, e le prime a chiedere credito sono le aziende che vogliono fare investimenti. Mentre le aziende più indebitate sono proprio le banche, che come mestiere prestano denaro.

Inoltre non è vero che gli Stati finanziano il debito pubblico creando (o facendo creare) moneta, ma lo fanno vendendo obbligazioni. La Banca Centrale non può neanche acquistare direttamente queste obbligazioni dallo Stato (è proibito dal Trattato di Maastricht). I possessori di Titoli di Stato (BOT, CCT, BTP), sono spesso privati cittadini, i quali traggono un guadagno dal fatto di prestare in questo modo soldi allo Stato, attraverso gli interessi. Altro che popolo schiavizzato!

In ogni caso, il debito pubblico deriva dalle eccessive spese dello Stato rispetto alle entrate, dunque da politiche errate, e non ha nulla a che vedere con la creazione di moneta.

7 - Il debito accollato sui cittadini viene ripagato con il loro lavoro "servile".

Qui si vuole insinuare che il lavoro sia una schiavitù voluta dal sistema bancario. Ma, essendo falsi i punti precedenti, è falso anche questo. Riemerge l'antico e in fondo comprensibile desiderio umano di non lavorare, ma si dimentica che, da che mondo è mondo, gli esseri umani devono lavorare per poter sopravvivere, e questo accadeva, come e più di oggi, anche quando le banche e il denaro non esistevano. Non si capisce di cosa dovremmo campare qualora non lavorassimo.

8 - Le banche prestano soldi che non hanno.

Questo non è vero perché le banche possono prestare soltanto in base ai depositi dei loro correntisti, dunque non fanno prestiti scoperti. Certo, se domani tutti i correntisti andassero a ritirare i propri depositi presso le filiali delle banche, queste non avrebbero materialmente la possibilità di pagarli tutti, dal momento che, avendone presato una parte, le banche non hanno disponibile l'ammontare totale dei depositi. Ma se le banche non potessero utilizzare i depositi dei correntisti, ma li dovessero tenere immobilizzati, come potrebbero poi fare dei prestiti, ai cittadini o alle imprese? In questo modo il meccanismo del credito verrebbe meno. Inoltre, non si capisce perché ci si dovrebbe preoccupare di un eventualità che di fatto non si verifica, anche perché comunque i depositi dei correntisti sono garantiti per legge.

9 - Prestando denaro, le banche schiavizzano i cittadini.

In realtà, non tutti i cittadini sono indebitati presso le banche. Solo chi ha chiesto un prestito o un mutuo può dirsi debitore. Gli altri, i correntisti e i risparmiatori, semmai sono creditori.

10 - Chiunque possiede denaro è indebitato perché in questo sistema la moneta è debito.

Questa perla deriva dalle tesi precedenti, che però abbiamo visto essere errate. Si sostiene cioè che, dal momento che tutto il sistema creditizio è basato sulla produzione di denaro "dal nulla", allora chi entra in possesso di denaro, diviene per ciò stesso debitore nei confronti delle banche. Il che è semplicemente assurdo. Tanto più che, come abbiamo visto, i depositi dei correntisti sono garantiti dalla legge.

11- Il signoraggio è il profitto di cui si appropria chi ha il potere di emettere una data moneta.

Questa (intendendo per profitto l'interesse derivato dai titoli comprati dal sistema bancario, v. punto 3) è l'unica definizione sensata di signoraggio, ed è infatti riconosciuta anche dalla Banca d'Italia. Peccato che non dimostra quello che vorrebbero dimostrare i sostenitori della "truffa da signoraggio", e cioè che la Banca centrale avrebbe l'ingiusto privilegio di emettere moneta, e dunque si approprierebbe di una ricchezza che non le spetta, a scapito dei cittadini e dello Stato. Infatti, questi profitti (che comunque non sono quella massa enorme di denaro che ci vorrebbero far credere, confondendo questa definizione con quella data nel punto 1, secondo la quale sarebbero addirittura il 99,97% delle banconote emesse, e con quella data nel punto 6, secondo la quale i profitti della Banca Centrale corrisponderebbero con il debito pubblico) non vengono incamerati dalla Banca Centrale o dai banchieri, ma tornano (al netto delle spese della gestione della Banca Centrale) allo Stato attraverso la tassazione, la distribuzione degli utili e la concessione di tassi agevolati. In ogni caso stiamo parlando di una cifra stimabile intorno all'8% del totale della moneta circolante, che è (in banconote in Euro) circa un terzo del debito pubblico. Ora, l'8% di 1/3 è circa il 2,7%, il che dimostra (anche se fosse vero che tutti questi soldi rimangono come debito dello Stato nei confronti della Banca Centrale) l'inconsistenza della tesi che lega il debito pubblico all'emissione di moneta.

Altri argomenti per confondere le idee.

Poiché la base teorica del "signoraggio" è come abbiamo visto del tutto assurda, i suoi sostenitori la condiscono con considerazioni specifiche sulla politica economica dei Paesi ricchi, sugli errori della politica economica, sulle truffe ecc.

Qui però siamo su un terreno diverso, cioè sul terreno della critica politica e sociale, che può essere a volte condivisibile a volte meno, ma che non dimostra che la teoria del signoraggio sia vera. Però visto che, come al solito in questi casi, tutto fa brodo, questi argomenti vengono usati per "dimostrare" che "siamo schiavi delle banche".

Altri argomenti "interessanti" sarebbero il fatto che alcuni personaggi noti ai media, come Beppe Grillo, avrebbero parlato del signoraggio. Se questa è una prova... tra l'altro il fatto che Grillo ne ha accennato dieci anni fa, e da allora non ne ha più fatto menzione (si vede che gli hanno fatto capire che era una sciocchezza...), è utilizzato come prova del fatto che... il signoraggio è vero!

E del resto come abbiamo visto sopra, anche il fatto che "non ne parla nessuno" è utilizzato come prova che... il signoraggio è vero!

Anche qui siamo di fronte ad una teoria non scientifica, e lo si vede proprio dal fatto che per dimostrarla vengono utilizzati argomenti contrari tra loro. La stessa recente crisi finanziaria viene utilizzata per "denunciare" lo strapotere delle banche: le banche sono così cattive e così potenti che tutto ciò che fanno lo fanno per sottometterci, anche quando falliscono!

(Per approfondire: Frottolesignoraggio.info)

Scie chimiche? no grazie!

Internet, croce e delizia del libero pensiero, consente lo scambio e la raccolta di informazioni, ma purtroppo anche la diffusione di bufale e leggende metropolitane. Con l'uso di sapienti artifici retorici, c'è chi diffonde panzane che non stanno né in cielo né in terra, ma che possono fare breccia nei creduloni e negli ingenui. Un esempio è quello dei cerchi nel grano, attualmente caduto un po' in disgrazia dopo l'ammissione degli autori che si trattava solo di uno scherzo (poi però riprodotto da altri).

Un altro esempio, purtroppo al momento in auge, è la storia delle scie chimiche, una bufala nata nel 1995, e diffusa nella rete con l'uso di video confezionati con tecniche persuasive, falsi argomenti e ipotesi campate in aria. La tesi sarebbe che a causa di una specie di complotto internazionale, gli aerei che volano sulle nostre teste (o alcuni di essi) scaricherebbero sostanze chimiche pericolose con lo scopo di avvelenarci.

Attualmente su Youtube impazzano i video sulle scie chimiche, e anche grazie alla censura (gli autori dei video eliminano i commenti intelligenti contro le loro tesi, mentre lasciano i pochi pieni di insulti per dare l'impressione che vi sia un reale dibattito e che non vi sia censura), si possono leggere molti commenti di utenti allarmati (e creduloni...), del tipo: "fermiamoli!", e "dobbiamo assolutamente fare qualcosa!".

La cosa più interessante da notare è la tecnica che gli autori di queste bufale usano per risultare convincenti.

In primo luogo i video prodotti hanno musiche di sottofondo inquietanti e una voce fuori campo che annuncia con aria solenne terribili "verità". Poi vengono inseriti nei video delle frasi minacciose tipo: "quello che stai per vedere è sconvolgente", "ti cambierà la vita", ecc.

Poi vengono intervistati sedicenti "esperti" e "scienziati", spesso di lingua inglese (le bufale in genere partono dai paesi di lingua inglese).

Lo stesso uso dell'aggettivo "chimiche" fa pensare a chissà cosa, e ha lo scopo di spaventare, come se non fosse tutto chimico, dal momento che tutto, compresa l'acqua o le molecole che compongono il nostro corpo, ha una sua formula chimica, è quindi è "chimico".

Quanto agli argomenti portati, vi sono diverse tecniche utilizzate.

Una è l'uso di informazioni parziali e comunque non quantificate, a sostegno della propria tesi. Esempio: negli ultimi 20 anni sono aumentate le scie nel cielo. Ma questo è dimostrato? C'è qualcuno che le ha contate? e comunque, non può essere dovuto all'aumento del traffico aereo? No, rispondono i sostenitori delle "scie chimiche", l'aumento è stato comunque maggiore di quello che si sarebbe dovuto aspettare in base al solo aumento del traffico aereo. Senza però fornire dati reali, quantificati, a sostegno di questa tesi. Né si tiene presente che comunque l'aumento dell'inquinamento potrebbe aver aumentato le particelle solide nell'atmosfera, e dunque potrebbe favorire il fenomeno della condensazione ad alte quote, e dunque l'aumento delle scie, senza che per questo tali scie si debbano considerare "chimiche".

Altro esempio di informazione parziale: "le scie di condensa sono provocate dalla trasformazione del vapore acqueo prodotto dalla combustione del carburante in aghetti di ghiaccio, causata dalle condizioni di umidità, pressione e temperatura, che si riscontrano solo ad alte quote di volo". Questo è vero in parte. E' l'aggettivo "solo" che non va bene, e che serve per "dimostrare" che l'eventuale formazione di scie in seguito al volo di aerei a quote più basse, è "ovviamente" dovuto a sostanze "chimiche". In realtà esistono anche scie che si possono formare a quote più basse, ad esempio per fenomeni di turbolenza, e dunque le scie sono sono formate soltanto da aghi di ghiaccio.

Alle informazioni parziali vengono affiancate altre informazioni false o non provate, ma che vengono corroborate da "documenti" che però non vengono mostrati. "I governi ed i militari hanno compiuto sperimentatazioni su aree popolate sin dalla fine degli anni '40, e su questo è stata raccolta una documentazione impressionante". Ah sì? E dove sarebbe questa documentazione? E poi quali sarebbero questi esperimenti? Se si riferisce ai tentativi di "inseminare" le nuvole con ioduro d'argento per far piovere, questo non è nulla di segreto, dal momento che se ne parla anche nei libri di meteorologia.

Un'altra tecnica è quella che consiste nell'utilizzare la mancanza di prove, a sua volta come una prova. I sostenitori del "complotto" delle scie chimiche sostengono che "stranamente" di queste scie non se ne parla nelle pubblicazioni scientifiche. Ecco quindi che un argomento che secondo il buon senso dovrebbe opporsi alla loro tesi (se nessuna pubblicazione scientifica ne parla, vuol dire che probabilmente il fatto non sussiste), viene magicamente rigirata come una frittata, in modo da "dimostrare" il complotto: vedete? sono così furbi che sono riusciti a nascondere il fatto! Se nessuno ne parla ci sarà un motivo!!

Quindi saremmo di fronte ad un colossale complotto mondiale, che vedrebbe coinvolti non solo i governi (di destra e di sinistra, democratici e dispotici...), ma anche gli scienziati, e ovviamente i giornalisti. Totale: milioni di persone. Per fortuna che ci sono loro, gli impavidi sostenitori delle "scie chimiche", che ci rendono edotti su questa terribile situazione!!

Anche il fatto che in genere i politici e gli scienziati a cui vengono indirizzate domande sulle scie chimiche non rispondono, viene indicato come una prova che è tutto vero. Non viene forse in mente che non rispondono perché non hanno tempo da perdere dietro a queste bufale?
Se invece qualcuno ci casca, e magari un parlamentare su mille si mostra possibilista, ecco che pure questa viene indicata come una prova!

Insomma, se qualcuno ne parla, è una prova che è vero, se nessuno ne parla, è anche questa una prova che è tutto vero. Questa è già un'indicazione utile: diffidiamo dalle teorie che sono provate da un fatto e anche dal suo opposto.

Questo accade anche per quanto riguarda il fatto che le scie chimiche sono state associate sia alle siccità che alle alluvioni. Insomma: se piove è colpa delle scie chimiche, se non piove, è colpa delle scie chimiche!!!

La tecnica utilizzata qui è quella di lanciare sospetti e fare ipotesi, senza esporre una tesi vera e propria, in modo da essere al riparo da ogni confutazione. Per questo non viene detto esattamente quale sarebbe lo scopo dell'uso di queste sostanze, e chi ne sarebbe l'ideatore. Si parla genericamente dei "governi", e del tentativo di "modificare il clima", riducendo l'effetto-serra. Ma se questo fosse lo scopo dei governi, e quindi quello di limitare i danni dei cambiamenti climatici, perché per farlo dovrebbero usare metodi che producono un danno ancora maggiore, cioè l'uso di veleni?
"Con incredibile disprezzo della vita umana, i governi di ieri e di oggi hanno compiuto e compiono tuttora esperimenti su cittadini inermi e inconsapevoli". Ora non siamo già più al livello di esperimenti sul tempo meteorologico, ma sui cittadini! Ovviamente, non si dice in modo chiaro e netto quale sarebbe lo scopo di questi esperimenti, ma si lascia intendere, secondo la ben nota legge del sospetto (che trasforma in verità ogni sospetto) che ci sia dietro qualcosa di grosso (e di brutto).

"Se veramente tali operazioni di aerosol fossero mirate a mitigare l'effetto serra, per quale motivo aerei cisterna KC 135 volano bassi nelle ore notturne?", dove si dà per scontato un fatto e anche la risposta a tale fatto.

Altri collegano le scie chimiche alla volontà di distruggere le coltivazioni per poi costringere le popolazioni a piantare semi ogm prodotti dalle multinazionali del settore, oppure alla volontà da parte dei governi di ridurre la sovrappopolazione provocando stermini di massa... e quant'altro... naturalmente il fatto che vengano formulate ipotesi diverse dimostra che neanche i sostenitori dell'esistenza di queste fantomatiche scie sanno di cosa parlano, ma secondo la legge del sospetto, ogni elemento portato a favore di una tesi, anche se in contraddizione con gli altri, contribuisce a rendere "credibile" il fatto. Insomma, tutto fa brodo...

Non mancano poi palesi contraddizioni. Ad esempio, da un lato si sostiene che queste scie con il tempo "ricadono" sulle città e dunque sulla popolazione, dall'altro che le scie chimiche, a differenza di quelle "normali", restano in cielo per molto più tempo del normale. Come se queste scie, essendo "chimiche", e dunque formate da sostanze "cattive", avessero la tendenza a permanere, come una macchia di sporco che non vuole andare via. In realtà la permanenza delle scie, chimiche o meno, dipende esclusivamente dalle condizioni meteorologiche, e dunque dal gioco delle correnti, dall'umidità ecc. Non è che una sostanza solo perché è "cattiva" dovrebbe tendere a permanere più di una innocua. In ogni caso, se è così non si capisce perché queste sostanze dovrebbero "ricadere". Le sostanze spruzzate da un aereo, se sono così leggere da rimanere sospese in cielo ad alta quota, evidentemente non avranno la tendenza a "cadere". E qualora lo facessero, verrebbero diluite, si spargerebbero in ampie zone, e dunque, quand'anche fossero formate da sostanze pericolose per la salute, bisognerebbe vedere a quali concentrazioni farebbero realmente dei danni. Infatti qualunque veleno, se viene diluito oltre una certa soglia, non risulta più pericoloso.

Le sostanze "chimiche" che verrebbero sparate dagli aerei e che vengono citate per spaventare, sono spesso semplici elementi (come rame, selenio, manganese), che sono presenti come microelementi nel nostro corpo, e vengono inserite negli integratori multivitamici più conosciuti. Eppure vengono elencate come fossero dei potenti veleni!

Naturalmente, non mancano le informazioni false, ma che possono essere considerate vere da chi non ha una certa conoscenza in materia. Esempio: "è stato dimostrato che la barriera artificiale creata tramite le scie chimiche, oltre ad impedire il passaggio della luce solare necessaria per la vita sulla terra, imprigiona il calore negli strati bassi dell'atmosfera, con un conseguente aumento delle temperature". Dunque, questi governi oltre ad essere cattivi sono anche stupidi, se si divertono a buttare sostanze nell'atmosfera per frenare il riscaldamento, mentre ottengono l'effetto esattamente opposto. In realtà, se una sostanza "impedisce il passaggio della luce solare", vuol dire che ne assorbe le radiazioni, e dunque al suolo giungerà meno calore, con il risultato che si riscalderà lo strato d'aria più elevato dove si trova questa sostanza, ma si raffredderà il suolo, dove vivono le persone.

Altre "prove" portate a sostegno della tesi delle scie chimiche sono ad esempio che si sarebbe notato che a volte, quando si forma una grossa nuvola e "dovrebbe piovere", poi non piove. Ma chi stabilisce quando "dovrebbe piovere"? E' noto che le previsioni del tempo sono soltanto probabilistiche, nessuno ha ancora inventato la sfera di cristallo che consenta di prevedere il futuro con certezza. Inoltre è noto (ai meteorologi) che non tutte le nubi di tipo "cumulonembo" arrivano a dar vita ad un temporale, per cui la formazione di una nube "minacciosa" non sempre si risolve in un temporale.

Nei video confezionati a supporto della tesi delle scie chimiche si vedono poi nubi che sono considerate strane, "non naturali", a causa di un minaccioso colore nero. Anche questo è un argomento ridicolo, dal momento che il colore delle nuvole dipende dalla luce che ricevono (una nube che guardiamo con il sole alle spalle apparirà bianca, se invece la nube nasconde il sole, apparirà nera).

Un'altra tecnica è quella che consiste nell'utilizzare a proprio vantaggio fatti che si verificano indipendentemente, tipo "piove, governo ladro"... "Non dimentichiamo dunque, che il lungo periodo di siccità che affliggerà varie parti del mondo, è senza dubbio causato dalla massiccia introduzione di bario nell'atmosfera". Ah sì? e dove sarebbe la prova di questo? dove sarebbero gli studi scientifici che provano ciò? Ora abbiamo abbandonato ogni remora e siamo passati al "senza dubbio"... in questo modo quando sentiremo che, da qualche parte del mondo, si sta verificando una siccità, diremo che, "ovviamente", è tutta colpa delle scie chimiche!

Per evitare di cadere nei tranelli tesi dagli inventori di queste bufale, occorre imparare a ragionare, e affrontare le notizie che vengono sparse in rete, con spirito critico e non basandosi sull'emotività. Per ora possiamo utilizzare semplice principio di buon senso:

Se qualcuno lancia sospetti e parla di complotto, probabilmente ha torto...

(Per approfondire:
http://attivissimo.blogspot.com/2007/02/scie-chimiche.html
http://complottismo.blogspot.com/2009/03/verdi-toscana-sai-cosa-sono-le-scie.html)